Riders: chi sono, tutele e lavoro.

Definizione.

Si tratta di una figura professionale che assomiglia molto a quella del fattorino. In pratica, il rider ha il compito di consegnare a domicilio con biciclette, scooter e motocicli merci principalmente acquistate online.

Situazione giuridica.

Sino a fine luglio 2018, pur trattandosi di una figura professionale in crescita, essi non godevano di alcuna tutela specifica né di alcun inquadramento giuridico. 

Ciò comportava che non fossero coperti da alcuna tutela sanitaria e che la loro attività non fosse chiaramente disciplinata. La conseguenza principale era rappresentata da un’enorme incertezza sulla normativa applicabile in generale ed in particolare in caso di controversie.

Infatti, solo il 3 dicembre 2017 è stata introdotta per la prima volta una norma sul punto. Ciò all’interno dell’ultimo rinnovo del CCNL. Poi, però, la vera e propria stesura dell’articolato, era rinviata ad una successiva trattativa che si è conclusa come si dirà a breve. 

La svolta, almeno teorica: tutela, orario di lavoro, retribuzione, assicurazione e altro.

Il 18 luglio 2018 la figura professionale del rider è stata è stata definita ed inquadrata all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro CCNL Logistica e Trasporti.

Ciò ha comportato l’applicazione, quantomeno teorica, di tutte le tutele, salariali, assicurative e previdenziali, tipiche del rapporto subordinato e di quelle contrattuali come assistenza sanitaria integrativa e bilateralità. 

Inoltre, il Legislatore ha così teoricamente individuato la normativa di riferimento.

Caratteristiche.

L’orario di lavoro è estremamente flessibile. Può essere full time oppure part time. Le ore settimanali sono teoricamente 39, distribuibili in massimo 6 giorni a settimana. L’orario giornaliero consiste in un minimo di 2 ore ed in un massimo di 8. E’ inoltre possibile alternare la distribuzione urbana delle merci con il lavoro in magazzino. 

Quanto ai cosiddetti Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), come caschi e pettorine, essi sono a carico delle aziende che sono soggette all’applicazione della normativa in tema di sicurezza sul lavoro.

L’inserimento nel CCNL comporta altresì l’impossibilità del pagamento a cottimo (cioè a consegna portata a termine). 

Inoltre, si prevede che la contrattazione di secondo livello introduca premi per il logoramento dei mezzi, piuttosto che indennità, quando essi sono di proprietà del rider.

L’utilizzo delle app per organizzare il lavoro.

E’ facoltà delle aziende utilizzare le app degli smartphone per organizzare i viaggi. Il CCNL vieta, però, il  cosiddetto “ranking reputazionale” di ciascun lavoratore. 

Ancora, i rider sono soggetti ai contributi previdenziali Inps e all’assicurazione Inail. 

I veicoli utilizzati, compresi quelli non targati, devono essere coperti da un’assicurazione civile per danni a terzi. 

Natura giuridica della figura del rider.

Grazie al nuovo CCNL, teoricamente si risolve anche l’inquadramento del rider. Esso ricade nel lavoro subordinato, sia pur se per sua natura con ampia flessibilità, e non autonomo, come erroneamente indicato da alcuni Tribunali. Infatti, tali lavoratori non possono scegliere se e quando fare una consegna.

I limiti e problemi che rimangono: i passi successivi. La Gig economy.

A questo punto si pongono due problemi. 

Il primo, riguarda il fatto che il CCNL dovrà essere applicato in concreto. Per cui dovrà essere in grado di risolvere alcuni problemi effettivi riguardanti questa figura professionale, tra cui quelli relativi al caporalato.

Il secondo, riguarda al Gig economy

Con tale accezione si definiscono quei lavoretti, come la consegna dei pasti a domicilio, dove si lavora on demand, ovvero a richiesta, con organizzazione all’ultimo minuto e contratti di durata esigua. 

Ebbene, il CCNL di cui si è detto, essendo relativo al trasporto professionale e alla logistica, non è applicabile in ipotesi di Gig economy. Questo,  anzitutto perché essa non utilizza trasportatori professionali. Inoltre, perchè il CCNL non rappresenta una vera e propria legge in senso tecnico e dunque non è in grado di vincolare perentoriamente le parti.

Certo è che, anche quanto ai trasportatori della Gig economy il CCNL in parola rappresenterà un valido strumento paragonativo in caso di controversie e ricerca della normativa applicabile.

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