Rinunciare all’insegnante di sostegno per il proprio figlio: i genitori possono farlo? E la L. 104?

In questo breve articolo si vuole fornire qualche cenno che  risponda alla domanda se è possibile per i genitori rinunciare all’insegnante di sostegno o meno e relative conseguenze.

Casi in cui scatta il diritto all’insegnante di sostegno

In base alle regole vigenti nell’ordinamento italiano, il diritto all’insegnante di sostegno è riconosciuto in capo agli alunni in “stato di handicap o “stato di handicap in situazione di gravità”. Ciò, laddove tali stati personali siano rispondenti ai requisiti di cui alla Legge n. 104/1992, art. 3.

L’iter per ottenere l’insegnante di sostegno comporta l’ottenimento di una certificazione medica rilasciata dall’ASL competente. 

In tale documento l’operatore attesta una minoranza fisica, psichica o sensoriale stabile e progressiva.

Inoltre, conferma che tale patologia comporta difficoltà nell’apprendimento, nelle relazioni sociali e nell’integrazione dello studente.

I casi di cui alla L. n. 170/2010: i disturbi c.d. DSA

La Legge n. 170/2010, introduce i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e cioè la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. 

Tali disturbi non rientrano nei casi ammessi al sostegno, fatta salva la sola ipotesi in cui i citati disturbi c.d. DSA si manifestino contestualmente ad una o più patologie rientranti nei casi previsti dalla L. 104/1992. 

Più realisticamente è, invece, possibile che nei casi di disturbi da DSA la scuola valuti assieme ai genitori un percorso di interventi specifici e mirati per migliorare i suddetti stati del minore.

In oltre, la stessa Legge n. 170/2010 introduce rimedi scolastici compensativi e dispensativi appositi, diversi dal sostegno.

Soggetti che possono presentare la domanda per il docente di sostegno

La procedura va attivata dai genitori, anche se un costante rapporto con i docenti può portare alla segnalazione della scelta migliore da parte di questi ultimi.

La domanda per l’accertamento della disabilità in età evolutiva deve essere presentata all’Inps. Quest’ultima è tenuta a rispondere entro trenta giorni

L’accertamento della disabilità verrà assegnato alla sede Asl di competenza.  Tale ufficio, se accerterà la disabilità redigerà un profilo di funzionamento, composta dalla diagnosi funzionale e dal quadro dinamico-funzionale.

Con tale documentazione il genitore farà richiesta alla scuola, in persona del Dirigente Scolastico, per l’insegnante di sostegno.

 L’insegnante di sostegno non è obbligatorio

Alcuni Lettori domandano se sia possibile per i genitori rinunciare all’insegnante di sostegno. Ebbene, occorre sottolineare che  l’insegnante di sostegno rappresenta un diritto della famiglia. Pertanto, non costituisce un obbligo. Di conseguenza, la famiglia che ritenga di non voler ricevere il sostegno o che ritenga di sospenderlo, ha diritto di rinunciarvi. La scuola non potrà frapporsi per impedire tal scelta, salvo informare correttamente i genitori sulla situazione del minore. 

In simili casi, i genitori o non dovranno presentare la richiesta di sostegno alla scuola sin dall’inizio, pur avendone diritto; oppure dovranno comunicare all’Istituto scolastico la rinuncia a tale beneficio.

Sarà preferibile comunicarlo anche all’Asl di riferimento.

Conseguenze in ipotesi di rinuncia al sostegno

Nel caso in cui i genitori decidano di rinunciare all’insegnante di sostegno, il minore interessato non decade dai benefici della Legge 104

Inoltre, è sempre possibile chiedere nuovamente il sostegno.


Per chiarimenti contattateci attraverso la nostra consulenza

Oppure, per consentirci di creare il prodotto più adatto alle Vostre esigenze, contattateci qui.

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Lascia un commento