RC auto e portabilità della Classe di merito della polizza estesa

 La classe di merito è espressa da un numero che varia tra 1 e 18, in base al quale viene calcolato il premio assicurativo nel periodo di osservazione, dove “1” si riferisce ai clienti meno sinistrosi, mentre “18” indica quelli più sinistrosi.

Essa fu disciplinata dal noto Decreto Bersani nel 2007.

Ad oggi l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) ha emesso il provvedimento n. 72 del 16 aprile 2018. Esso ha lo scopo di ampliare i casi di portabilità della Classe universale – CU (o classe di merito) della polizza.

Il provvedimento è entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e cioè il 3 maggio 2018.

Il provvedimento 72 introduce alcune novità:

– è abolito il previo presupposto della sussistenza del regime legale di comunione dei beni per poter beneficiare della miglior classe tra coniugi;

– è ammesso al beneficio anche il coniuge che si trovi in regime di separazione dei beni;

– il legame alla base del nucleo familiare necessario a beneficiare della miglior classe, potrà riguardare, oltre ai figli e ai coniugi nelle coppie sposate, altre forme di unione civile, tra cui le coppie di fatto.

Al fine di applicare questa novità normativa anche alle altre forme di unione, rimane necessario che il mezzo passi di proprietà da uno all’altro: così procedendo, l’acquirente acquisirà il diritto alla stessa classe di merito che aveva il cedente. 

 Conclusione: quali sono i soggetti idonei a mantenere la classe di merito in base alle novità citate?

Il mantenimento della classe di merito (CU) verrà riconosciuto ai seguenti soggetti:

– al  coniuge in regime di separazione legale dei beni;

– al partner unito civilmente;

– alle coppie dello stesso sesso;

– al convivente che acquisisce la proprietà del veicolo a seguito di eredità.

Normativa Bersani precedente al provvedimento 72.

Com’è noto, sino ad oggi la classe di merito era disciplinata dalla sola Legge n° 40 del 2007 nota anche come “Decreto sulle liberalizzazioni” o “Legge Bersani”. Essa prevedeva la possibilità di assicurare un veicolo acquistato, sia nuovo che usato, purché mai assicurato dal nuovo proprietario, beneficiando della stessa classe di merito di un altro veicolo già di proprietà e con una polizza attiva. Ciò sia in caso di acquisto di un ulteriore veicolo per lo stesso soggetto, sia tra membri dello stesso nucleo familiare purché conviventi (normalmente coniuge e figli conviventi) ed attraverso un passaggio di proprietà tra i medesimi. Inoltre, era richiesto che il previo presupposto della sussistenza del regime legale di comunione dei beni.

In sintesi, i criteri di applicazione erano quattro:

– che i beneficiari fossero rinvenibili nel medesimo stato di famiglia, da prodursi anche a mezzo autocertificazione (quindi conviventi);

– che il nucleo familiare fosse fondato basato sul matrimonio di due coniugi;

– che, qualora si versasse nella particolare ipotesi in cui il beneficiario della miglior classe fosse un coniuge,  quando acquistava un veicolo, aveva diritto alla medesima solo se il matrimonio era stato contratto in comunione dei beni;

– che l’attribuzione della classe migliore venisse effettuata per tipo di veicolo (macchina verso macchina, moto verso moto).

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Lascia un commento