Bullismo, cyberbullismo e rimedi civili in concreto.

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo possono essere tutelati anche dal punto di vista civilistico: vediamo in che modo.

Bullismo e profili di responsabilità civile.

Colpa e minore età. 

Quando l’agente è un soggetto di minore età viene in luogo l’art. 2046 del codice civile. Esso recita che “Non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità d’intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d’incapacità derivi da sua colpa“.

In base a tale dettato al minore può essere attribuita una responsabilità civile per bullismo qualora ritenuto in concreto capace di intendere e di volere. Tale responsabilità può essere riscontrata anche in capo ai genitori ed alla scuola, come si dirà a breve.

Cosa significa in pratica? Ciò vuol dire che in capo al minore, per essere ritenuto responsabile di bullismo, non è richiesta la capacità di agire (che si raggiunge con la maggiore età). Sarà, invece, sufficiente la sola capacità di intendere e di volere al momento del fatto.

Eventuale colpa dei genitori.

Oltre all’ipotesi generale di cui al precedente paragrafo, prevista dall’art. 2046 del codice civile, è possibile riscontrare nei genitori una colpa in vigilando. Si tratta di una tipologia di responsabilità prevista dall’articolo 2048 del codice civile, primo comma che recita:”Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi“.

In base a tale disposto normativo, anche non esercitare una vigilanza proporzionata all’età del minore, volta a correggere comportamenti inadeguati, è indice di responsabilità

In concreto, ciò significa che i genitori possono essere ritenuti responsabili civilmente per mancanza di vigilanza sul minore quando quest’ultimo ponga in essere atti illeciti. Ciò sempre che il minore sia altresì capace di intendere e di volere in concreto.

Cosa possono fare i genitori per andare esenti da responsabilità?

Essi potranno discolparsi soltanto fornendo la prova di aver posto in essere ogni misura idonea ad impedire il fatto, relativamente al loro dovere di vigilanza.
Pertanto, la responsabilità che li investe ha natura personale ed oggettiva. Essa cioè scatta per il solo fatto commesso dal minore, senza che dipenda da alcun esame concreto sulla sussistenza di un qualche elemento psicologico.
In pratica, i genitori sono automaticamente ritenuti responsabili per violazione dei doveri connessi alla potestà ex art. 147 del codice civile.
Anche in caso di genitori separati, questi ultimi saranno ritenuti entrambi responsabili.

Eventuale colpa della scuola rispetto agli insegnanti.

Le basi giuridiche. 

L’ art. 28 della Costituzione. Esso recita: “I funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili ed amministrative, degli atti compiuti in violazioni di diritti. In tali casi la responsabilità si estende allo Stato ed agli altri enti pubblici.” 

L’art. 2048 del codice civile, secondo comma. Esso stabilisce che “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”. Tale ultima norma introduce una responsabilità aggravata. Questo perché prevede una presunzione di colpa che può essere superata soltanto se di fornisca la prova di aver adeguatamente vigilato ovvero si dia la prova del caso fortuito.  

In particolare, al fine di superare la presunzione in parola, la scuola dovrebbe dimostrare di aver adottato tutte le misure preventive idonee ad evitare la creazione di situazioni antigiuridiche. Ciò è evidenziato anche dalla giurisprudenza costante della Cassazione che sancisce come “non sia sufficiente la sola dimostrazione di non essere stati in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo, ma è necessario anche dimostrare di aver adottato, in via preventiva tutte le misure disciplinari od organizzative idonee ad evitare il sorgere di situazioni pericolose.” (Cass. civ. Sez. III n. 2657/03).

Eventuale colpa dell’istituto scolastico in generale.

Anche l’intera organizzazione della scuola può essere ritenuta responsabile per colpa in vigilando. Infatti, la vigilanza va garantita all’interno dell’istituto e, pertanto, anche al di fuori della specifica classe. 

La direzione sarà tenuta, quindi, a porre in essere le misure necessarie a controllare gli studenti per tutto il tempo in cui si trovano all’interno dell’istituto. 

La colpa in organizzando.

Infine, la scuola può incorrere anche in tale tipo di responsabilità. Ciò quando non ponga in essere le misure idonee a prevenire atti di bullismo, come il costituire uffici specifici , consultori, referenti e così via.

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