Codice rosso approvato. L’Italia dice no alla violenza sulle donne.

Si tratta del Disegno di Legge in materia che è stato approvato dal recentemente dal Sentato, senza voti contrari ma con solo 47 astenuti. Esso diventerà effettivo con del Senato con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 

Le principali novità introdotte.

Denunce e indagini.

La polizia giudiziaria sarà tenuta a comunicare al magistrato le notizie di reato aventi ad oggetto maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute in famiglia o tra conviventi.

Di conseguenza, la vittima dovrà essere sentita dal pm entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Quindi, il termine è fortemente ridotto, a tutela della celerità delle indagini e della risoluzione del caso.

Violenza sessuale.

Le pene previste per i fatti in parola aumentano considerevolmente.

Inoltre, la violenza sessuale di qualifica come “aggravata” in caso di atti sessuali con minori di 14 anni Ciò, qualora sia stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra cosa utile.

Stalking. 

Il periodo di reclusione, attualmente previsto tra sei  mesi e cinque anni, diviene di un anno a sei anni e sei mesi. Quindi, il trattamento sanzionatorio si inasprisce.

Percosse e lesioni in famiglia.

In caso di maltrattamenti nei confronti di familiari o conviventi, la reclusione aumenta. Si passa da 2-6 anni a 3-7 anni. 

Inoltre, un ulteriore aumento è previsto se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione è armata. In tali casi, la pena è aumentata fino alla metà.

Sfregi: l’acido e non solo.

E’ introdotto un articolo relativo ai casi di aggressione a una persona, con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto. La sanzione è della reclusione da otto a quattordici anni.

Nelle ipotesi in cui lo sfregio provoca la morte della vittima, la sanzione comminabile sarà l’ergastolo.

I benefici saranno più difficili da ottenere. Si pensi al caso del lavoro fuori dal carcere, ai permessi premio e alle misure alternative.

Le sanzioni in materia di nozze forzate.

Anche questa ipotesi innovativa è oggetto di previsione.

Chiunque induce un altro a sposarsi (anche con unione civile) usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica o per precetti religiosi, sarà assoggettabile a pena da uno a cinque anni. 

Inoltre, la sanzione aumenta da due a sei anni, se coinvolge un minorenne. 

Ancora, è ulteriormente aggravata della metà se danneggia chi non ha compiuto quattordici anni al momento del fatto.

La tutela in caso di revenge porn.

E’ punita la condotta di chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso.

In tali ipotesi è prevista la sanzione della reclusione da uno a sei anni, unitamente ad una multa da 5.000 a 15.000 euro.

La stessa sanzione si applica a chi, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso dell’interessato al fine di danneggiarlo.

Inoltre, è previsto un aumento di pena se l’autore del revenge porn è il coniuge (anche separato o divorziato), un ex comopagno o se i fatti sono avvenuti con strumenti informatici.

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