Air BNB Italia: come fare per…

Air BNB Italia: come fare per…

Normative differenti tra Comuni e Regioni.

Le differenze di disciplina fanno in modo che non sia possibile stabilire una procedura perfettamente identica in tutto il Paese.

Ciononostante,  è possibile, invece, è individuare dei tratti comuni e dei passaggi salienti.

Il regolamento condominiale.

Sia esso contrattuale o meno, occorre che lo stesso non vieti una simile attività.  Appurato tale punto, occorrerà svolgere ulteriori adempimenti.

Comunicazione alla Regione.

Consiste nell’invio di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), contenente le informazioni richieste da ciascuna Regione. Il sito di riferimento è impresaungiorno.gov.it da dove si possono scaricare i moduli per compilare la pratica SUAP (sportello unico delle attività produttive).

La mancanza di tale adempimento può produrre una sanzione amministrativa.

Possibile limite.

Ai fini appena indicati, è necessario il possesso di una firma digitale. In mancanza, sarà possibile acquistarne una a pagamento, oppure rivolgersi a LegaleUtile o altri operatori del settore. 

Tramite la Suap, la comunicazione perviene sia alla Regione che al Comune.  

Allo stesso modo, nel caso non si fosse più intenzionati ad affittare, bisogna fare una comunicazione di cessazione o interruzione temporanea dell’attività.

Comunicazione al Comune.

Occorre poi svolgere un ulteriore adempimento in merito alla tassa di soggiorno

Ciò presso il proprio Comune, in cui la relativa tariffa varierà in base la numero degli abitanti. 

Non potrà comunque superare i 5 Euro a persona.  

La cadenza del versamento al Comune potrà essere mensile o trimestrale, sempre a seconda dalle normative comunali stabilite.

La mancanza di tale adempimento può produrre una sanzione amministrativa.

Comunicazione alla Questura.

Si attua ottenendo dalla Questura i dati di accesso al portale alloggiatiweb.poliziadistato.it

Questo portale serve per registrare le generalità di ogni soggetto che occuperà l’alloggio. Ciò entro 24 ore dall’arrivo dei soggetti interessati presso l’alloggio medesimo. 

Il mancato adempimento può produrre una sanzione penale.

Pubblicazione dell’annuncio.

Svolti tutti gli adempimenti sopra è ora possibile pubblicare l’annuncio, con foto e una descrizione puntuale e accattivante.

Occorrerà un titolo ed un testo in cui specificare il numero di ospiti che si possono ricevere, le regole della casa, i servizi in dotazione e la posizione.

Opportuno sarebbe sottoscrivere un’assicurazione specifica.

Adempimenti e pratiche fiscali.

L’anno successivo rispetto all’incasso dell’importo previsto come corrispettivo per il godimento dell’alloggio, si dovrà presentare la denuncia dei redditi. Sarà sufficiente presentare al Caf o al commercialista la lista dei compensi dell’anno precedente riportati sul sito di Airbnb sotto la voce “Cronologia delle transazioni”.

Si noti che Airbnb non agisce ancora da sostituto d’imposta. D conseguenza, occorrerà versare in un F24 il 21% di tasse dovute allo Stato per la cedolare secca.

Novità in arrivo.

Introduzione di un codice identificativo ed iscrizione in una banca dati presso l’Agenzia delle Entrate per gli affitti brevi e le locazioni presso strutture ricettive. Il tutto per evitare eventuali evasioni fiscali o elusioni.

Tali norme saranno inserite all’interno del Decreto Crescita.

In pratica, coloro che decideranno di porre in locazione la propria abitazione dovranno dotarsi di un codice alfanumerico con cui saranno registrati all’Agenzia delle Entrate e conseguentemente identificati sulle piattaforme di intermediazione.

La normativa in introduzione interesserà tutti i proprietari di case e relativi affitti brevi su ogni piattaforma (come AirBnB, Booking, Homeaway), oppure direttamente o attraverso le tradizionali agenzie di intermediazione immobiliare.

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