Coronavirus: divieto di spostamento e questioni penali

In queste ultime settimane il Governo ha emanato una serie di provvedimenti contenenti misure volte al contenimento della diffusione del Covid-19 coronavirus. In particolare, occorre osservare il divieto di spostamento e assembramento.

All’interno di tali provvedimenti, sono state previste delle sanzioni, anche di natura penale in in caso di violazione o inosservanza delle regole prescritte.

Il reato di inosservanza di un provvedimento dell’autorità (art. 650 c.p.): rispettare il divieto di spostamento e assembramento

Il reato di cui all’art. 650 c.p.è richiamato dall’art. 3, comma 4 del DL n. 6/2020 recante “Misure urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19“.  

Pertanto, in questo momento di emergenza globale, il rispetto di tale norma consiste nel non abbandonare il domicilio se non per comprovate cause di necessitĂ , lavoro o salute. Occorre, dunque, rispettare il divieto di spostamento e assembramento prescritto.

La condotta di cui all’art. 650 c.p., in quanto reato di tipo contravvenzionale, è punita con arresto o ammenda. Inoltre, la punibilitĂ  è prevista anche per semplice colpa. Ciò, ne estende il campo di applicazione.

Tale reato tutela l’ordine pubblico, è a forma libera e può essere commesso da chiunque.

Conseguenze in caso di violazione

L’inosservanza di un provvedimento dell’autorità comporta l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 Euro.

In quanto contravvenzione, non è previsto l’arresto in flagranza quale misura pre-cautelare. 

E’ per questo che, qualora l’ente di polizia accerti la violazione, procederĂ  ad una segnalazione alle autoritĂ  procedenti. In seguito a tale denuncia, di regola, avranno inizio le indagini. 

All’esito di queste ultime,  il Pubblico Ministero procedente potrebbe chiedere l’archiviazione se vi è prova della corrette motivazioni allo spostamento. Diversamente, eserciterĂ  l’azione penale in via ordinaria, oppure attraverso procedimenti alternativi, come per es. il decreto penale di condanna o la citazione diretta a giudizio. 

Pertanto, solo all’esito della procedura penale in concreto espletata, sarĂ  emessa l’eventuale sanzione.

In presenza dei presupposti di legge, sono possibili metodi estintivi del reato, come ad es. l’oblazione oppure la sospensione del procedimento con messa in prova.

Riflessioni e conclusioni

Pur non potendo riportare qui tutte le specifiche casistiche possibili nelle ipotesi in cui sia contestata la violazione in parola, di seguito si riportano alcuni punti fermi in ipotesi di contestazione da parte delle AutoritĂ  dell’art. 650 c.p., in connessione alle nuove norme emanate a contenimento della diffusione del Covid-19 coronavirus.

Anzitutto: sì, si tratta di un reato. In particolare, di una contravvenzione, ma pur sempre di un reato, la cui contestazione comporta l’obbligo e l’onere di affrontare un procedimento penale.

Per quanto il procedimento penale possa essere celebrato con modalitĂ  alternative /speciali /semplificate, rimangono le possibili conseguenze dannose dello stesso, soprattutto in caso di esito negativo e violazione confermata. Pertanto, in particolare e principalmente, il fatto contestato potrebbe essere visibile in fedina penale.

In caso di contestazione ritenuta ingiusta, esistono metodi per opporsi  e/o estinguere o limitare le conseguenze negative di un procedimento penale, ma sono sempre riconducibili allo svolgimento di esso, per quanto eventualmente in forma semplificata. Il tutto, pertanto, rimane subordinato al buon esito del procedimento. Inoltre, esistono degli stretti limiti d applicabilitĂ  da valutare caso per caso.

Conseguenze ulteriori: altri reati

Infine, non va dimenticata la possibilitĂ  di incorrere in una situazione che si sta verificando di frequente. Essa consiste nella falsa dichiarazione delle generalitĂ  o delle motivazioni non veritiere. Tali fattispecie accedono ai reati di falso, specie quelli di cui all’art. 483 c.p. e all’art. 495 c.p..

 Ad essi consegue una ben diversa è piĂą seria situazione penale. Infatti, si tratta di due delitti che prevedono rispettivamente una sanzione della reclusione fino a due anni e da un anno a sei anni.

In tal caso di tale violazione è consentito l’arresto in flagranza e l’applicazione di misure cautelari restrittive della libertà personale.

Infine, potrebbero essere contestate al soggetto almeno ulteriori fattispecie non esaustive, in occasione della contestazione del divieto di spostamento in parola, come l’art. 458 c. p. “Epidemia” e 452 c.p. “Delitti colposi contro la salute pubblica“.

Vademecum di comportamento (consigliato)

1) Uscire solo in caso di reale necessitĂ 
2) Portare con sĂ© un documento di riconoscimento in corso di validitĂ , unitamente alla autocertificazione compilata in ogni sua parte. In mancanza, il  modulo da compilare può essere fornito dalle autoritĂ 
3) Se fermati per un controllo:

  • Consegnare la documentazione richiesta 
  • Fornire generalitĂ  e motivazioni veritiere
  • Assicurarsi di conservare la documentazione comprovante le ragioni dello spostamento
  • In caso di contestazione da parte dell’autoritĂ , raccogliere la documentazione eventualmente fornita dal soggetto preposto al controllo

4) Successivamente, in caso di contestazione, contattare un avvocato e sottoporgli la documentazione in proprio possesso e la successiva, al fine di ricevere una valutazione corretta del caso e delle vie da intraprendere per una completa tutela del soggetto, da valutarsi caso per caso
5) In caso di dubbi sui limiti di uscita e/o sull’eventuale contestazione del reato contattare le AutoritĂ  al fine di ricevere i chiarimenti necessari

Inoltre, è possibile contattare LegaleUtile per maggiori informazioni.

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