Esplosioni avvertite a Milano e dintorni: tra fake news e realtà.

Esplosioni avvertite a Milano e dintorni: tra fake news e realtà.

Nei dintorni di Milano e più in generale nella zona della Lombardia e della Valle d’Aosta ieri in tarda mattinata si sono sentiti due boati che hanno generato il panico e l’allarme tra la popolazione e sui social, tra coloro che hanno pensato ad attacchi terroristici, altri a terremoti.

Successivamente, in queste ore, pare sia stata resa nota poi al pubblico la verità su quanto accaduto.

Secondo le fonti dell’ANSA della dell’Aeronautica, si sarebbe trattato di due caccia dell’Aeronautica militare che, decollando in allarme per intercettare un volo di linea francese fuori controllo (che aveva perso i contatti con gli enti del traffico aereo), hanno rotto la barriera del suono, generando un boom sonico.

Conseguenze.

Questa situazione singolare non solo ha intasato le linee di soccorso nazionali, ma ha riversato in strada svariate persone in preda al panico.

Per questo pare sia stata aperta un’indagine a carico dei due piloti per aver superato il muro del suono. Ciononostante, al momento, per la competente Procura di Bergamo, non sussisterebbero gli estremi di alcun reato ascrivibile ai piloti, in quanto agenti in situazione di emergenza, salvo diverse conclusioni desumibili dalla relazione delle Autorità competenti di cui la Procura rimane in attesa.

Cosa sono le fake news.

Questo tipo di situazione riapre ancora una volta un tema che tocca i più svariati filoni argomentativi e cioè quello delle c.d. “fake news”.

Si tratta di quelle notizie false che possono potenzialmente essere diffuse in tutti i settori e che si possono definire come quelle informazioni non veritiere, distorte o inventate, rese pubbliche con lo specifico intento di diffondere bufale ovvero di disinformare o male informare l’utenza, possibilmente al fine di generare panico e/o danno.

Ciò può avvenire certamente tramite i grossi media tradizionali, come TV o giornali ma, con l’evoluzione dei mezzi di informazione e della rete Internet, il fenomeno sta proliferando attraverso l’utilizzo dei social network, sui quali i relativi frequentatori tendono a pubblicare le c.d. “bufale informative”. Ciò in parte è accaduto anche nella giornata di ieri, rispetto alla notizia appena esposta.

Tipi di fake news.

Costituiscono potenzialmente esempi di “fake news” la satira, il diritto di espressione e di critica e le notizie false e tendenziose volte ad arrecare anche danni ingenti.

Allo stato attuale della legislazione sul punto, sono solo le ultime indicate a poter essere valutate per comprendere se integrano tutti gli estremi per essere considerate reato.

Infatti, il Codice penale all’articolo 658 prevede che “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro”.

Come si nota, la norma è espressa in modo decisamente restrittivo e limitativo per cui la punibilità ne risulta molto ridotta, nel senso che tendenzialmente sarà punibile solo colui che abbia diffuso fake news che abbiano generato un allarme presso le Autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico, nonché che abbiano leso l’immagine di enti o persone che esercitano un pubblico servizio. In quest’ultimo caso,  in linea teorica si potrà anche chiedere all’autore il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali eventualmente subiti per l’intervenuta lesione della reputazione.

Proposte.

A causa di questi principali limiti normativi ed ulteriori, a metà 2017 si è proposto un disegno di legge sulle fake news, volto ad ampliare il catalogo delle condotte punibili, inasprire le relative sanzioni, introdurre multe e, nei casi più gravi, ipotesi di reclusione.Tale DDL, però, al momento rimane ancora una bozza in attesa di essere vagliata, valutata e concretamente approvata.

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