IL DECRETO DIGNITA’ E LE PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE.

Il Decreto cosiddetto “dignità” è un testo normativo in forma di decreto legge, che è entrato in vigore a metà luglio, dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

In questo giorni, poi, è stato approvato dalle commissioni Finanze e Lavoro della Camera con alcune modifiche, ai fini della sua prossima conversione in legge.

LE PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE.

Le compensazioni tra crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione e debiti fiscali delle aziende.

E’ previsto che le aziende che hanno un debito con il fisco e, contestualmente, un credito nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, potranno utilizzare lo strumento della compensazione anche nel 2018.

Tessera sanitaria per slot.

La norma prevede che qualora si volesse partecipare al gioco delle slot sarà necessario inserire nella relativa macchina la tessera sanitaria, un po’ come già accade per acquistare le sigarette nei distributori automatici. Si tratta di un emendamento che è stato approvato da maggioranza ed opposizione e che stabilisce che “l’accesso agli apparecchi di intrattenimento è consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria al fine di impedire l’accesso ai giochi da parte dei minori”.

Voucher turismo.

Tale disposizione disciplina la materia dei voucher, estendendone l’utilizzo anche alle strutture turistiche, oltre che al settore agricolo, pur se solo per le attività fino a otto dipendenti. Inoltre, le prestazioni occasionali vengono estese alle aziende alberghiere ed alle strutture ricettive che operano nel settore del turismo.

Scuola.

In tale settore, viene meno la misura contenuta nella riforma della scuola del 2015  del tetto di trentasei mesi previsto per i contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola.

Lavoratori domestici.

Essendo previsto un aumento del costo dei contributi dello o,5% per chi rinnova un contratto a tempo determinato, il Decreto in parola prevede che esso non dovrà essere versato dalle famiglie che hanno alle loro dipendenze colf o badanti.

Rinnovi e proroghe.

Poichè il Decreto dignità prevede nuove regole per i contratti a termine, queste non si applicheranno alle proroghe ed ai rinnovi fatti nel periodo successivo al via libera del provvedimento da parte del Parlamento e fino al 31 ottobre 2018.

Logo “no slot”.

E’ introdotto il logo “No slot”, da parte del MISE, per quelle attività commerciali che non dispongono di apparecchi di intrattenimento.

Sconti contributivi.

E’ previsto uno sconto del 50%, per un periodo massimo di tre anni, sui contributi previdenziali che il datore di lavoro è tenuto a versare, qualora decida di assumere personale di età inferiore ai 35 anni nel periodo 2019-2020.

Quote contratti.

Vengono fissati nuovi limiti nel rapporto tra la quota degli assunti con contratti a termine e quelli a tempo indeterminato, in favore della stipulazione di contratti a tempo indeterminato. Per cui la norma recita: “non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al primo gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5”.

Conciliazione.

In ipotesi di licenziamento, l’offerta di conciliazione, prevista attualmente in un minimo di 1 mensilità a un massimo di 18, viene alzata ad un minimo di 3 mensilità sino ad un massimo di 27.

Sanzioni.

In caso di stipula di un contratto di lavoro a tempo determinato di durata superiore a dodici mesi, qualora mancassero le condizioni necessarie, è prevista l’applicazione automatica della sanzione della trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Inoltre, qualora il soggetto cercasse specificamente di aggirare le regole in materia di contratti di lavoro, si applicheranno apposite sanzioni. Infatti, la norma prevede che quando la somministrazione di lavoro “è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore, somministratore e utilizzatore sono puniti con una ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione”.

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