Pensioni e quota 100 : come funziona

Quota 100 sino al 2021: novità introdotte in controtendenza rispetto alla disciplina Fornero in tema di pensioni. Ma cosa significa?

Il decreto legge n. 4/2019 è stato convertito con legge di conversione n. 26/2019. 

Contenuto del provvedimento.

Il provvedimento modifica la disciplina in materia di pensionamento anticipato.

Modalità di intervento del provvedimento.

Esso infatti introduce nuovi istituti come la Quota 100, nonchè la proroga di quelli esistenti e cioè l’APE sociale e l’Opzione donna. Inoltre, esclude l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti contributivi previsti per l’accesso al pensionamento anticipato.

Cos’è la “Quota 100”.

Tale istituto è contenuto nell’articolo 14 che lo introduce in via sperimentale per il triennio 2019-2021. 

La quota 100 prevede la possibilità di conseguire la pensione anticipata. Ciò, in presenza di due requisiti:

– un requisito anagrafico e cioè 62 anni (soggetto all’adeguamento all’incremento della speranza di vita)

– un’anzianità contributiva minima di 38 anni in favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati (con esclusione di quelli iscritti alle Casse professionali), nonché in favore degli altri lavoratori iscritti alla Gestione separata.

Vi sono poi alcuni limiti. Per saperne di più puoi acquistare un parere breve.

Dall’ambito del nuovo istituto è escluso il comparto difesa e sicurezza (Forze Armate, Forze dell’ordine e VV.FF).

Il TFR.

L’articolo 23 prevede dei termini temporali per la corresponsione dei trattamenti di fine servizio -TFR (o comunque denominati) dei dipendenti pubblici, con possibilità di richiedere un’anticipazione della somma pari all’indennità di fine servizio maturata, mediante finanziamento bancario agevolato, nell’importo massimo di 45.000 euro. 

Tale importo sarà poi restituito integralmente a valere sull’indennità di fine servizio liquidata al pensionato.

L’articolo 24 introduce una riduzione dell’aliquota IRPEF che grava sull’indennità di fine servizio.

Esclusione dell’adeguamento alla speranza di vita

L’articolo 15 prevede che il requisito contributivo per l’accesso al pensionamento anticipato sia pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, senza adeguamento all’aumento conseguente all’incremento della speranza di vita. Ciò sino al 2026.

Sulla stessa linea, l’articolo 17 stabilisce che fino al 2026 l’incremento dell’età pensionabile non trova applicazione anche nei confronti dei cd. lavoratori precoci, che quindi potranno accedere al trattamento pensionistico con un’anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall’età anagrafica.

APE sociale e Opzione Donna

L’APE sociale corrisponde ad una indennità che viene erogata a soggetti che si trovano in particolari condizioni. Ciò avviene sino alla maturazione dei requisiti pensionistici.

L’Opzione Donna, invece, costituisce un istituto sperimentale di pensionamento per le donne.

Nel primo caso, l’art. 18 proroga a tutto il 2019 la sperimentazione della cd. APE sociale.

Nel secondo caso, l’art. 16 estende la fruizione della cd. opzione donna a tutte le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

Per saperne di più puoi acquistare un parere breve.

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