Verbali di accertamento delle violazioni durante il lockdown: rimedi e difese

I verbali di accertamento delle violazioni emessi durante il lockdown non sono multe assimilabili al Codice della Strada. Ciò comporta tutta una serie di conseguenze che si riporteranno nell’articolo che segue. L’importante è agire per tempo e nel modo corretto in maniera tale da evitare che il verbale di accertamento si trasformi in sanzione e quindi in una vera e propria multa.

Dove è disciplinato il verbale di accertamento delle violazioni durante il lockdown?

Il verbale di accertamento delle violazioni durante il lockdown è normato dall’art. 4 comma 3 del D.L. 25 marzo 2020 n. 19.

Questo articolo prevede:

– che le violazioni siano accertate ai sensi della legge generale sugli illeciti amministrativi (Legge n. 689/1981);
– la possibilità del pagamento in misura ridotta ai sensi dei dell’art. 202 Codice della Strada, segnatamente commi 1, 2, 2.1.;
– che la sanzione definitiva sia irrogata dal Prefetto o dalle Autorità che hanno disposto le misure restrittive, come per es., le Regioni.

Il verbale di accertamento delle violazioni durante il lockdown non è una multa di cui al Codice della Strada.

Questo aspetto va compreso appieno: i verbali di accertamento delle violazioni durante il lockdown non devono essere considerati multe di cui al Codice della Strada. Infatti, le similitudini ed i richiami di cui al paragrafo precedente non devono trarre in inganno.

La fondamentale e principale differenza consiste nel fatto che il verbale di accertamento delle violazioni del Codice della Strada è idoneo a tramutarsi in titolo esecutivo entro sessanta giorni dalla relativa contestazione o notificazione, sempre che non sia proposto ricorso al Prefetto. Questa caratteristica si rinviene negli articoli 203 e ss. del Codice della Strada. Quando il verbale acquisisce in concreto tale caratteristica, ciò autorizza l’organo accertatore ad esigere il pagamento della sanzione.

Inoltre, esso è impugnabile davanti al Giudice di Pace e in fase di opposizione al giudice di pace si dovrà chiedere la sospensione dell’esecuzione della sanzione, altrimenti correndo il rischio che l’organo accertante esiga il pagamento della sanzione.

Il verbale di accertamento da lockdown non è immediatamente esecutivo.

Pertanto, i punti riportati nel paragrafo precedente non sono applicabili al  verbale di accertamento da lockdown.

Motivi delle differenze tra verbale da CDS e verbale da lockdown

E’ così, perchè il D.L. n. 19/2020 non menziona l’art. 203, comma 3 del Codice della Strada che conferisce al verbale stradale l’efficacia di titolo esecutivo. Inoltre, l’art. 4, comma 3 del D.l. 19/2020, stabilisce che “l’accertamento è compiuto ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689“.

In sintesi, dunque, il verbale di accertamento da lockdown non è idoneo a divenire titolo esecutivo. Inoltre, il suo immediato pagamento non è esigibile.

Di qui, ne derivano diverse strategie difensive. Esse vanno ricercate nei rimedi previsti dalla L. 689/81.

Struttura del procedimento sanzionatorio previsto dalla L. 689/81

Il procedimento sanzionatorio contenuto nella L. 689/81 prevede lo svolgimento di  due fasi:

fase 1),  finalizzata ad accertare la violazione da parte dell’organo accertante che redige il verbale di accertamento;

fase 2), volta ad irrogare in concreto la sanzione nei confronti del soggetto responsabile, attraverso l’ordinanza-ingiunzione.

Nel caso delle violazioni in periodo di lockdown, la fase 1), accertativa, è conferita alle Forze dell’Ordine o alla Polizia Municipale. La fase 2), sanzionatoria in concreto, sarà invece posta in essere dal Prefetto (o dall’autorità che ha disposto la misura di lockdown, come ad es. le Regioni), attraverso l’emissione dell’ordinanza-ingiunzione.

In conclusione, dunque, è l’ordinanza-ingiunzione ad avere efficacia di titolo esecutivo con esigibilità del pagamento e non il semplice e preliminare verbale di cui alla fase 1) sopra. Quest’ultimo, rappresenta un atto intermedio.

Fase intermedia, precedente all’irrogazione della sanzione: il contraddittorio

Tra le due fasi citate, l’art. 18 della legge 689/81 regola la fase intermedia tra verbale di accertamento e ordinanza-ingiunzione. Essa è volta a garantire il contraddittorio del destinatario, prima dell’eventuale emissione della sanzione. Tale fase è applicabile anche al verbale di accertamento da lockdown, stante il richiamo del D.L. n. 19/2020 alla L. 689/81.

Come difendersi

Per quanto appena esposto sarà possibile:

– formulare e presentare scritti difensivi;

– depositare documenti;

– chiedere l’audizione personale.

Non si tratta di facoltà alternative  e non sono richieste particolari formalità.

Termine per l’esercizio delle difese

Le suddette strategie difensive subiscono un termine di decadenza di trenta giorni dalla notifica o dalla contestazione immediata della violazione.

Qualora i fatti riportati nelle difese siano nuovi, rilevanti e utili alla decisione, il Prefetto  il Prefetto (o il diverso organo) ha la facoltà di emettere un’ordinanza di archiviazione.

Conclusioni pratiche

In caso si riceva un verbale da lockdown, occorre valutare se sussistono elementi non fatti valere nel corso dell’accertamento. Se no, meglio pagare in misura ridotta la sanzione. Se sì, è possibile percorrere la strada della presentazione di argomenti difensivi (scritti e/o orali) con opportuna documentazione a supporto, al fine di ottenere una ordinanza d archiviazione.

Per maggiori informazioni puoi contattarci!

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