Affitto in nero non registrato: conseguenze.

L’affitto in nero.

In base all’art. 1, comma 346, della Legge 30 dicembre 2004 n. 311 esso è nullo. Ciò significa che è come se  se non fosse mai stato stipulato e sottoscritto.

Conseguenze.

L’inquilino può andarsene da quell’immobile in qualsiasi momento senza dover rispettare il contratto. Inoltre, può smettere di pagare il canone: infatti, non rischierà di ricevere ingiunzioni di pagamento e non potrà nemmeno essere sfrattato con la procedure accelerata. Quest’ultima, infatti, prevede un massimo di due udienze in Tribunale, sul necessario presupposto dell’esistenza di un contratto scritto e registrato secondo legge.

In conclusione, quindi, si può validamente sostenere che, registrando il contratto, si dovranno versare le tasse, ma sarà poi anche possibile accedere a tutta una serie di tutele.

La registrazione del contratto di affitto.

Pertanto, oltre che utile, la registrazione della locazione rappresenta un onere. Esso grava sul locatore e cioè sul proprietario dell’appartamento. In base alla legge n. 208/2015 che ha modificato l’art. 13 della legge 431/1998, egli deve provvedere entro trenta  giorni dalla sottoscrizione del contratto. Inoltre, entro sessanta giorni deve darne comunicazione al conduttore e all’amministratore del condominio.

Quando il locatore non provvede alla registrazione.

Se il proprietario locatore non provvede alla registrazione dell’affitto, l’inquilino potrà farlo al suo posto. Ciò è, anzi, consigliabile in quanto, in caso di affitto in nero, per l’imposta di registro non versata sono responsabili in solido sia il locatore che il conduttore.

Le altre imposte, invece, sono di esclusiva spettanza del locatore.

Per maggiori informazioni è possibile contattarci.

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