Bullismo: ruolo e responsabilità della scuola.

In periodo di “back to school”, ci sembra “utile” trattare il tema del bullismo a scuola, osservando ruolo e responsabilità dell’Istituto scolastico, casistica e rimedi.

Ruolo e responsabilità degli insegnanti e non solo.

Quando si manifestano uno o più episodi di bullismo, sia gli insegnanti che il personale scolastico hanno il diritto e soprattutto il dovere di intervenire

Questo è il risultato sia di alcune sentenze di Corte di Cassazione che risalgono già agli anni Novanta, sia della lettura sistematica dell’art. 357 c.p. Stando a tale ultimo articolo, infatti, è possibile desumere che questi soggetti rivestono un ruolo speciale, verosimilmente inquadrabile nella nozione di pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio.

Qualità rilevanti e fondanti il dovere di intervenire del personale scolastico.

In pratica, secondo la giurisprudenza, i dirigenti di qualsiasi istituzione formativa rivestono la qualità di pubblico ufficiale. Stesso dicasi per gli insegnanti della scuola pubblica.

Tale conclusione è estesa altresì a dirigenti ed insegnanti delle scuole legalmente riconosciute o paritarie.

Infine, i collaboratori scolastici rivestono la qualità di incaricati di un pubblico servizio. Tale pubblico servizio consiste nella custodia e pulizia delle strutture, ma anche nella vigilanza degli alunni.

Cosa è tenuto a fare il personale della scuola in concreto e, quindi, anche gli insegnanti?

A seconda delle casistiche concrete, una parte del tema è stata affrontata nel nostro precedente articolo sul cyberbullismo.

Più in concreto, possiamo sostenere che esiste un obbligo di denuncia in capo ai dirigenti, insegnanti e collaboratori scolastici. Ciò quando apprendano dell’esistenza di episodi di violenza fisica o psicologica su un allievo. La condotta di chi non si attiene a tale prescrizione, potrebbe comportare una prima responsabilità in capo ai soggetti indicati. Essa sarebbe potenzialmente riconducibile all’omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale

Tale ipotesi di reato è contenuta nell’art. 361 c.p.  che recita “Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro.

Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa”.

Il principio fondante una simile dinamica sta nel fatto che l’alunno ha diritto a che la scuola prevenga la violenza e lo tuteli in ogni forma possibile in tal senso.

Inoltre, il personale della scuola e gli insegnanti in particolare, qualora rimanessero inerti, potrebbero rispondere dell’omissione anche civilmente. In particolare,  i soggetti maggiormente esposti a questo rischio sarebbero gli insegnanti, poiché normalmente più direttamente in contatto con gli alunni e, quindi, con le vittime e gli autori del bullismo. Legale Utile tratterà tale profilo sanzionatorio nel prossimo articolo riguardante i rimedi civili connessi al bullismo.

Contenuto della denuncia e competenza.

Premettendo che, normalmente l’insegnante o collaboratore che abbia contezza di episodi di bullismo dovrà riferirne al dirigente scolastico, quest’ultimo sarà poi tenuto a presentare denuncia in concreto.

La denuncia andrà depositata presso l’autorità competente. Questa è rappresentata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario, se il colpevole è maggiorenne; dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni se di età compresa tra i quattordici e diciotto anni; sempre dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, se il soggetto è minore di anni quattordici, anche se in quest’ultimo caso, non sarà teoricamente punibile penalmente. Dunque, in ipotesi di minore degli anni quattordici, sarà poi il Tribunale dei Minorenni a valutare la punibilità nel caso concreto.

La tipologia di denuncia in parola, presenta alcune caratteristiche:

– in caso di minore degli anni  quattordici, la denuncia potrà essere presentata anche presso un ufficiale di polizia;

– la denuncia presentata dal dirigente scolastico dovrà essere fatta per iscritto e sempre diretta contro ignoti, salvo che l’autore o gli autori siano palesemente individuati;

– la denuncia non dovrà contenere alcuna valutazione personale. Dovrà cioè rappresentare oggettivamente i fatti accaduti.

Cosa possono fare i genitori in caso di bullismo.

Non ci è possibile stabilire una strategia universale, in quanto si tratta di vicende molto delicate e la cui soluzione dipende molto da vari elementi tra cui l’età dei soggetti coinvolti, il modo di operare dell’Istituto scolastico, il rapporto con gli insegnanti… Per questo vi invitiamo a contattarci.

In ogni caso, ci sembra utile fornire delle linee guida di base, come segue.

Il primo passo è quello di prestare attenzione al proprio figlio, sia osservandolo nei comportamenti, sia provando a chiedere direttamente, che esaminando se presenta segni tangibili delle violenze o minacce.

Il passo successivo è quello di rassicurarlo sul fatto che troverà sostegno nella famiglia e a scuola e che si tratta di una situazione sbagliata che va risolta e non subita.

In parallelo, andrà avvisato l’Istituto, normalmente partendo dagli insegnanti e chiedendo un colloquio con il dirigente scolastico, affinché possano porre in essere gli adempimenti di cui sopra, qualora non si fossero già accorti del caso e si fossero attivati in tal senso.

Per maggiori dettagli, contattaci

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