Mobbing: cosa fare.

Sul luogo di lavoro e non solo possono capitare varie situazioni inquadrabili nel fenomeno del c.d. mobbing.

Cos’è il mobbing.

Sfortunatamente, non esiste un criterio specifico per individuare le ipotesi che rientrano concretamente nel mobbing. Non  esiste, cioè una lista, nemmeno incompleta.

Di regola, a tal fine rilevano tutte le forme di angherie perpetrate da una o più persone nei confronti dell’individuo più debole ed in ogni contesto (non solo lavorativo): ostracismo, umiliazioni in pubblico, mortificazioni e diffusione di notizie false.

L’unico orientamento utile al fine di individuare almeno in parte di tali condotte è fornito dalle pronunce sul punto.

Mobbing: tutela costituzionale.

Un primo e fondamentale supporto normativo può essere rinvenuto nella Costituzione, in particolare negli articoli 32, 35 e 41.

L’articolo 32 riconosce e tutela la salute come un diritto fondamentale dell’uomo. La norma di cui all’articolo 35 tutela il lavoro in tutte le sue forme. L’articolo 41 vieta lo svolgimento delle attività economiche private che possano arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Mobbing: la tutela civile.

Le norme di riferimento sono contenute all’interno del codice civile e di alcune leggi speciali.

Quanto al codice civile, occorre esaminare l’articolo 2043 e l’articolo 2087.

Quanto alle leggi speciali, invece, le fonti di riferimento si trovano nello Statuto dei Lavoratori, nonché nel Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il generale articolo 2043 c.c., in tema di risarcimento del danno, prevede che il relativo ristoro sia obbligatorio nei confronti di quei soggetti che vedano cagionarsi un danno ingiusto nei loro confronti a causa di un fatto doloso o colposo.

L’articolo 2087 c.c., inoltre, prevede l’obbligo per l’imprenditore di adottare ogni misura idonea a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

In riferimento alle leggi speciali, poi, lo Statuto dei lavoratori stabilisce una specifica procedura da seguire per contestare un illecito disciplinare ai lavoratori. Inoltre, prevede delle sanzioni a carico del datore di lavoro,  in caso ponga in essere comportamenti discriminatori nei confronti dei prestatori.

Il risarcimento del danno in concreto: cenni.

I soggetti vittime di mobbing dispongono, quindi, dei tradizionali metodi di ristoro previsti dal diritto civile. Per l’effetto, essi potranno chiedere ed ottenere il riconoscimento della responsabilità civile in capo ai loro mobber, con conseguente ristoro del danno. Le tipologie di danno risarcibile potranno essere molteplici, sia patrimoniale che non patrimoniale.

Risarcimento del danno e onere della prova.

Ai fini del ristoro del danno eventualmente subito, occorre che la vittima di mobbing fornisca una prova precisa ed adeguata.

In particolare, dovrà provare che nei suoi confronti è stata posta in essere una condotta colma di una serie di comportamenti persecutori, con intento vessatorio.

Un esempio di tali comportamenti può essere rappresentato dalle critiche continue e immotivate, dalla dequalificazione, dall’emarginazione, dalle molestie, dalla mortificazione.

Inoltre, occorrerà la prova che tali comportamenti non rappresentano casi isolati, ma condotte reiterate e durature, cioè tali da rendere non più vivibile il relativo contesto.

Ancora, bisognerà fornire la prova concreta del danno subito e del nesso causale tra condotte vessatorie e danno.

Mobbing: la tutela penale.

Anche in sede penale, la situazione normativa cambia poco: nemmeno in tal caso, cioè, esiste una norma che specificamente si occupi di tale fattispecie. Ciononostante, in più occasioni la giurisprudenza ha ritenuto sussistere il mobbing, riconducendolo al reato di lesioni personali di cui all’articolo 590 del codice penale.

Caso particolare: mobbing sul lavoro.

Il mobbing non costituisce un fenomeno che può presentarsi solo sul luogo di lavoro, anche se è qui che trova terreno più florido e maggiore frequenza.

In questi casi, il mobbing si configura quando il datore di lavoro pone in essere dei comportamenti con lo scopo di emarginare e allontanare un determinato lavoratore. 

Tale condotta vessatoria potrebbe anche essere posta in essere dai colleghi.

Mobbing verticale (bossing).

Si tratta del caso del datore o superiore gerarchico che pone in essere le condotte vessatorie ai danni di uno o più dipendenti. In tali ipotesi è difficile reagire in quanto sussiste uno sbilanciamento tra la vittima e l’autore dell’illecito. Si tratta, però, dell’ipotesi più frequente.

Comporta che i privilegi, benefits, opportunità varie siano riconosciuti solo a certi soggetti ad esclusione di altri, unitamente al fatto che vengono posti in essere atti di violenza psico-fisica. Inoltre, può consistere nel dare a validi dipendenti incarichi di poco conto.

Lo scopo è quello di creare emarginazione, ansia e disagio sempre crescenti nel dipendente colpito.

Mobbing orizzontale.

In simili casi, invece, gli atti vessatori sono posti in essere da uno o più colleghi nei confronti dell’altro. Hanno lo scopo e l’effetto di screditare ed indebolire la posizione lavorativa della vittima e sono molto difficoltosi da provare.

Altri contesti un cui può verificarsi il mobbing: casistica.

Oltre al contesto lavorativo, il mobbing può configurarsi anche altrove: i due casi principali riguardano il mobbing a scuola e quello in famiglia

Il panorama è così vario perché un soggetto può essere preso di mira in ogni contesto, ovviamente.

Mobbing a scuola.

Il mobbing scolastico è quella fattispecie in cui il fanciullo può essere oggetto di vessazioni sia da parte di altri studenti che dagli insegnanti. Alcuni esempi riguardano i casi in cui un ragazzo è discriminato per l’etnia o le tradizioni oppure qualora vengano disapprovate alcune sue abitudini o idee in modo immotivato ed arbitrario.

Nel mobbing scolastico può rientrare anche l’ipotesi meno frequente del mobbing scolastico dal basso, posto in essere da gruppi di studenti nei confronti di insegnanti ritenuti più deboli. Ciò al fine di renderli meno efficienti ed autorevoli.

Mobbing in famiglia.

Tale tipo di mobbing comprende le condotte in cui un genitore cerca di monopolizzare l’attenzione e l’affetto dei figli e quindi, cerca di estromettere l’altro dalle decisioni e dalla vita familiare.

Questo tipo di mobbing è in grado di ledere la stabilità di tutta la famiglia, quella della vittima, nonché la salute di quest’ultima.

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